Consiglio di Gestione di Mediobanca - Approvata la relazione trimestrale 30 settembre 2007

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Si è riunito oggi, sotto la presidenza di Renato PAGLIARO, il Consiglio di Gestione di Mediobanca che ha approvato la relazione trimestrale al 30 settembre scorso del Gruppo Mediobanca, illustrata dal Consigliere Delegato Alberto NAGEL.

Risultati consolidati
Il primo trimestre dell'esercizio chiude con un utile netto di 390,1 milioni, in crescita del 6,4% rispetto ai 366,5 milioni dello scorso anno, malgrado i minori utili su cessioni di titoli disponibili per la vendita (104,3 milioni contro i 154,9 milioni realizzati lo scorso anno dallo smobilizzo della partecipazione Ferrari).
Il risultato sulla gestione ordinaria migliora del 28,5% (da 333,9 a 429,1 milioni) riflettendo il  buon andamento dei ricavi (+26,2%, da 424,8 a 535,9 milioni); in particolare:
- il margine di interesse aumenta del 16,5% (da 158,1 a 184,2 milioni) grazie ai crescenti volumi intermediati dal corporate banking;
- l'attività di negoziazione registra profitti per 71,8 milioni (26,1 milioni);
- le commissioni ed altri proventi diminuiscono del 13,7% (da 115 a 99,3 milioni);
- i proventi da partecipazioni valutate al patrimonio netto crescono del 36,2% (da 125,6 a 171,1 milioni), riflettendo il positivo andamento reddituale realizzato nel secondo trimestre dell'anno da Assicurazioni Generali e da RCS Media Group.
I costi registrano una crescita del 17,5% (da 90,9 a 106,8 milioni) connesso all'ampliamento della struttura territoriale domestica ed internazionale del Gruppo e al correlato incremento di organico (163 collaboratori in più rispetto allo scorso anno).
Le rettifiche di valore sui crediti, interamente attribuibili ai retail financial services, aumentano da 33,6 a 43,9 milioni in relazione all'aumento degli impieghi (+15%, da 9,1 a 10,4 miliardi) e al peggioramento del profilo di rischio delle famiglie, ma rimangono stabili rispetto all'ultimo trimestre del passato esercizio.
Tutte le aree di affari del gruppo mostrano un miglioramento del risultato della gestione ordinaria: wholesale banking +37,1% (da 123,6 a 169,5 milioni); equity investment portfolio +39,4% (da 117,8 a 164,2 milioni); private banking +8,8% (da 13,7 a 14,9 milioni); retail financial services +2,4% (da 79,7 a 81,6 milioni). A livello di utile netto invece, il wholesale banking e il private banking, registrano rispettivamente una riduzione del 3,6% (da 204,3 a 197 milioni) e del 15,8% (da 16,4 a 13,8 milioni) per i già riferiti minori utili da cessione di titoli, mentre i retail financial services, penalizzati dall'incremento dei costi di sviluppo e dalle rettifiche su crediti, chiudono a 19,3 milioni (-19,9%).
Tra gli aggregati patrimoniali, crescono gli impieghi a clientela (+7,1%, da 26,8 a 28,7 miliardi) e la provvista (+2,1%, da 34,2 a 35 miliardi), mentre scendono gli impieghi netti di tesoreria (da 7 a 6,4 miliardi) e i titoli disponibili per la vendita (da 5,6 a 5 miliardi).

Risultati divisionali
Wholesale banking. Il saldo della gestione ordinaria mostra una sostenuta crescita (+37,1%, da 123,6 a 169,5 milioni) attribuibile al vivace andamento dei ricavi (+32,6%, da 165 a 218,8 milioni). Venendo alle singole componenti:
- il margine di interesse sale del 41% per effetto: (i) dello sviluppo degli impieghi medi saliti a 16,8 miliardi (+35% rispetto ai 12,5 miliardi del settembre 06, +25% rispetto ai 13,5 miliardi di giugno 07); (ii) della valorizzazione positiva delle coperture sulle emissioni obbligazionarie, al netto del quale l'incremento del margine risulterebbe del 22%;
- i proventi da trading triplicano a 68,1 milioni (contro 22,3 milioni), con apprezzabile apporto di entrambe le componenti, equity e fixed income;
- le commissioni (-18,2%, da 94,1 a 77 milioni) risentono del rallentamento dei mercati dell'advisory e del structured finance anche a seguito delle note turbolenze dei mercati finanziari.
I costi di struttura registrano una crescita del 19,1% (da 41,4 a 49,3 milioni) connessa all'ampliamento della struttura territoriale internazionale (apertura sedi a Francoforte, Madrid e New York) e al correlato aumento dell'organico (65 collaboratori in più rispetto allo scorso anno, +15%).
Il trimestre chiude con un utile netto di 197 milioni (204,3 milioni) esclusivamente per il minor apporto degli utili su cessioni di titoli disponibili per la vendita (104,2 milioni derivanti da una gestione più dinamica del portafoglio con maggior turnover delle posizioni che si confronta con i 146,8 milioni dello scorso anno derivanti dalla cessione della partecipazione in Ferrari) e per l'aumento delle imposte, che salgono da 66,1 a 76,7 milioni.
Gli aggregati patrimoniali mostrano nei tre mesi una crescita degli impieghi a clientela (+10,8%, da 15.995 a 17.722,1 milioni) e della provvista (da 26.918,8 a 27.271,8 milioni) mentre si riducono gli impieghi netti di tesoreria (da 6.292,6 a 5.710,8 milioni) ed il portafoglio titoli disponibili per la vendita (da 4.788,1 a 4.018,9 milioni).
Equity investment portfolio. La quota degli utili di competenza del periodo passa da 121,2 a 169,1 milioni (+39,5%), ripartita per 151,3 milioni su Generali e per 17,8 milioni su RCS MediaGroup.
Retail financial services. Il consolidato del gruppo Compass mostra un lieve aumento del risultato lordo della gestione ordinaria da 79,7 a 81,6 milioni, con ricavi in aumento dell'8,4% (da 118,1 a 128 milioni) grazie al maggior apporto delle commissioni (da 9 a 11,7 milioni) e pur in presenza di costi in sensibile aumento (+20,8%, da 38,4 a 46,4 milioni) per effetto dello sviluppo territoriale e delle iniziative di marketing. Le maggiori rettifiche di valore (da 33,6 a 43,9 milioni), quasi interamente riferibili all'attività di credito al consumo, condizionano il risultato di periodo che scende da 24,1 a 19,3 milioni (-19,9%).

Quanto ai singoli segmenti:
- il credito al consumo ha registrato nuovi impieghi per 614 milioni, in crescita del 5% quale effetto dell'approccio più selettivo al mercato; i ricavi salgono a 96,5 milioni (89,7) ed i costi a 31,4 milioni (27), questi ultimi connessi all'apertura delle nuove filiali (15 nell'anno) e alle maggiori spese pubblicitarie. Il costo del rischio, pari a 39,5 milioni (30,2), invariato rispetto all'ultimo trimestre dello scorso esercizio, sconta il peggiorato contesto di mercato;
- i mutui ipotecari mostrano nuovi impieghi per 162 milioni, in crescita del +29% anche per l'avvio dell'attività in Francia; in calo l'utile a 0,6 milioni (da 1,6) esclusivamente per i costi connessi a nuove iniziative;
- il leasing, l'erogato, pari a 380 milioni (336), mostra una crescita del 13% tenuto anche conto che il corrispondente periodo dell'esercizio precedente era stato penalizzato dall'effetto del nuovo regime fiscale in materia immobiliare (D.L. 223/06). A fronte di ricavi in salita del 9% (da 18,8 a 20,5 milioni) l'utile netto resta stabile a 3,7 milioni per i maggior costi legati all'apertura di due nuove filiali.

Private banking
Il risultato della gestione ordinaria aumenta dell'8,8% (da 13,7 a 14,9 milioni) con una crescita del margine di intermediazione (+9%, da 29,9 a 32,6 milioni) che beneficia dell'apprezzabile apporto delle commissioni di Banca Esperia (da 6,5 a 9 milioni), dell'incremento del margine di interesse della Compagnie (da 5,4 a 6,5 milioni) e di un contenuto aumento dei costi (17,7 milioni contro 16,2 milioni). L'utile netto si riduce da 16,4 a 13,8 milioni esclusivamente per l'assenza di proventi netti non ricorrenti (3,6 milioni lo scorso anno). Gli attivi gestiti/amministrati nel trimestre rimangono stabili a 13,8 miliardi, ripartiti quanto a 8 miliardi a CMB e quanto a 5,8 miliardi (pro-quota) a Banca Esperia.

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