Politica di remunerazione
La nostra politica retributiva, regolarmente aggiornata per tenere conto dell’evoluzione della normativa italiana ed europea, permette di attrarre e trattenere le professionalità necessarie alla crescita del gruppo.
L’assemblea dei soci del 14 aprile 2026 ha approvato la nuova politica di remunerazione allineata al più recente quadro normativo italiano ed europeo, rafforzando la governance, i criteri e i processi di remunerazione.
Rispetto alla precedente, la nuova Politica di Mediobanca riflette:
- l’evoluzione della governance societaria, a seguito dell’inserimento nel Gruppo Monte dei Paschi di Siena, con la Politica di Mediobanca che recepisce quella di Banca Monte Paschi di Siena alla quale fa riferimento nei principi guida e coerenza di approccio;
- la necessità di raccordare i processi fra Capogruppo, sub-holding Mediobanca e controllate di Mediobanca nel contesto dell’applicazione ai Gruppi bancari delle Disposizioni di Banca d’Italia in materia di remunerazione e incentivazione;
- il necessario allineamento della strategia retributiva, prassi e procedure interne, tenendo conto delle specificità dei diversi business presidiati e dell’anno di transizione, laddove compatibile con gli scenari evolutivi e fermo restando il pieno allineamento al quadro regolamentare.
Rispetto alla precedente, la nuova Politica di Mediobanca e le sue controllate:
- allinea la governance dei principali processi previsti dalla normativa con particolare riferimento alla Politica per l’identificazione del personale più rilevante, alla valutazione dei gateways a livello di Capogruppo, sub-holding e controllate per l’accesso al sistema incentivante, nonchè rende coerente alle metodologie di Capogruppo la curva di incentivazione per la valutazione della performance dell’AD;
- determina le soglie quantitative per i gateways di accesso all’erogazione della remunerazione variabile, coerentemente alla revisione del Risk Appetite Framework, rafforzando l’allineamento fra rischi, performance della Banca e i sistemi di remunerazione e incentivazione;
- prevede processi che permettano la gestione dei paymix retributivi in scenari evolutivi come ad esempio l’adozione di futuri Piani Long Term Incentive previsti da Mediobanca e/o dalla Capogruppo da attribuire a livello individuale a risorse di Mediobanca e nelle sue controllate;
- prosegue nella disclosure di politiche, processi e metriche adottate relative a Gender Pay Gap, Equal Pay Gap ed Adjusted Pay Gap con informazioni di carattere quantitativo e qualitativo sul posizionamento di Mediobanca e delle sue divisioni in materia nell’ottica di un progressivo allineamento alle richieste della Pay Transparency Directive di imminente introduzione nel quadro normativo italiano;
- rafforza le informazioni fornite per una sempre maggiore trasparenza e chiarezza di esposizione.
In continuità con il passato:
- evidenzia il legame tra politica di remunerazione, sostenibilità aziendale e obiettivi ESG;
- è allineata alla normativa applicabile;
- consente di incentivare le aree che generano valore, anche in termini di responsabilità sociale d’impresa, con criteri oggettivi di misurazione;
- permette di attrarre e mantenere professionalità adeguate alle esigenze di Mediobanca e delle sue controllate;
- è allineata a quelle adottate dai principali player nazionali e internazionali.
Resta confermata l’adozione del limite della remunerazione variabile nella misura massima del 200% di quella fissa, ad eccezione delle risorse appartenenti a società soggette ad altra normativa di settore (Asset Management, Società di Investimento) per le quali sono stabiliti limiti diversi.
Limite della remunerazione variabile al 200% di quella fissa
Come previsto dalla Direttiva Europea CRD sui requisiti patrimoniali delle banche, abbiamo posto un limite (cap) della remunerazione variabile, fissato al 200% di quella fissa.
Questo cap permette di:
- mantenere flessibilità e minimizzare i costi fissi;
- allineare gli interessi e incoraggiare la realizzazione di risultati sostenibili;
- attrarre e trattenere i talenti in un contesto di mercato competitivo;
- premiare la performance, e collegare le performance individuali ai risultati della banca.
L’erogazione dei bonus è soggetta al rispetto di specifici indicatori (“gateways”). L’attribuzione individuale è basata sulla valutazione documentata delle performance quantitative e qualitative raggiunte, con particolare attenzione agli aspetti di compliance.
Deroghe a questo cap (nella misura del 6:1) sono state stabilite per il personale dell’Asset Management e delle risorse appartenenti a società soggette ad altra normativa di settore, per le quali sono stabiliti limiti diversi.
Per l’erogazione della remunerazione variabile, tutte le condizioni (gateways) sono state rispettate:
- conferma degli indici patrimoniali e di liquidità secondo quanto definito nel Risk Appetite Framework;
- risultato di gestione di gruppo positivo;
- Per l’Amministratore Delegato, remunerazione variabile di breve termine per l’esercizio al 31 dicembre 2025, pro rata per il periodo lavorato fra il 28 ottobre 2025 e il 31 dicembre 2025.
Neutralità della Politica di remunerazione
La Politica di remunerazione riflette principi di neutralità per assicurare parità di trattamento a prescindere dal genere così come da ogni altra forma di diversità, basando i criteri di valutazione e remunerazione esclusivamente sul merito e sulle competenze professionali. Il Gruppo, infatti, si impegna a offrire una remunerazione in linea con il mercato e che riflette il ruolo ricoperto, le competenze, l’apporto alle performance aziendali oggettivamente valutato, la capacità e l’esperienza professionale di ogni dipendente, garantendo quindi l’applicazione del principio di pari opportunità.
Il Gruppo Mediobanca persegue l’equilibrio tra i generi a tutti i livelli aziendali, focalizzandosi in particolare sulle posizioni dirigenziali e apicali che più risentono del gender gap. Ogni annuncio relativo a processi di selezione incoraggia la candidatura di tutti gli individui in possesso delle qualifiche e/o esperienze professionali richieste. Lo stesso principio è alla base della valutazione delle opportunità che dovessero aprirsi all’interno di ogni singola Società (passaggio fra unità organizzative) o nel Gruppo (passaggi infragruppo).
Nell’ambito del riesame periodico delle politiche, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Remunerazioni e il coinvolgimento del Comitato di Sostenibilità, analizza la neutralità della politica di remunerazione rispetto al genere e sottopone a verifica il divario retributivo di genere (Gender Pay Gap) e la sua evoluzione nel tempo.
Si veda anche la Politica di gestione delle Risorse Umane.