Piano industriale 2016-19: strategia confermata, obiettivi raggiunti

Obiettivi del Piano industriale 2016/19 pienamente raggiunti grazie alla peculiarità del modello di business ed alla solidità finanziaria, fattori che permettono al Gruppo Mediobanca di focalizzarsi sulla crescita e lo pongono in posizione privilegiata nel potenziamento, organico e tramite acquisizioni, della distribuzione.


Con l’esercizio 2018-2019 si conclude l’orizzonte temporale del Piano strategico triennale 2016-2019.  Il Gruppo Mediobanca raggiunge ampiamente gli obiettivi del Piano, grazie alla peculiarità del modello di business, focalizzato su tre segmenti di attività ad elevata specializzazione - Wealth Management, Credito al Consumo e Corporate & Investment Banking -  la cui crescita è sostenuta da tendenze evolutive di lungo periodo, e alla solidità finanziaria. Questi fattori hanno permesso al Gruppo Mediobanca di focalizzarsi sulla crescita e lo collocano in posizione privilegiata nello sviluppo della distribuzione, da realizzarsi sia organicamente che tramite acquisizioni.

Nel triennio i ricavi sono cresciuti ad un tasso medio composto annuo (“3YCAGR”) del +7% ed hanno raggiunto i 2,5 miliardi, in particolare:

  • le commissioni sono cresciute del 11% (3YCAGR), in particolare quelle relative ad attività a basso assorbimento di capitale come il wealth management e l’advisory. La divisione WM è divenuta la prima contributrice alle commissioni di Gruppo con una quota superiore al 40%;
  • Il margine di interesse ha confermato la traiettoria di sviluppo positivo di lungo termine evidenziando una crescita del 5% (3YCAGR),  malgrado il perdurare dello scenario di tassi negativi ed il peggioramento del quadro macroeconomico, grazie al segmento Consumer, che ha generato maggiori volumi a marginalità sostenibile.

Il Risultato operativo è cresciuto in maniera sensibilmente superiore alle attese (3YCAGR +16% vs. +10% di Piano) ed ha superato i 1,1 miliardi (1 miliardo il target); cruciali sono stati il mantenimento dell’elevata qualità degli attivi, che ha permesso una sensibile riduzione del costo del rischio (a 52bps vs 105bps di Piano) e dell’efficienza operativa (rapporto costi/ricavi stabile al 46%).

La redditività è cresciuta di 3pp raggiungendo il target di Piano (10%) pur in assenza di plusvalenze e con una base di capitale nettamente più elevata (CET1 ratio superiore al 14%, circa 230bps maggiore del target di Piano).
Grazie alla elevata capacità di generazione di utili e all’ottimizzazione dell’assorbimento di capitale, l’indice CET1 è passato nel triennio dal 12,1% al 14,1% dopo aver finanziato in maniera sostanziale crescita organica, acquisizioni e maggiore remunerazione degli azionisti.


Nel dettaglio:

  • la generazione di utili nel triennio è stata pari a circa 2,5 miliardi;
  • l’ottimizzazione dell’assorbimento di capitale ha comportato una riduzione degli attivi ponderati per quasi oltre 10 miliardi (-20%). Questo è avvenuto tramite l’introduzione dei modelli AIRB (portafoglio large corporate nel CIB e mutui residenziali di CheBanca!), l’ottimizzazione del rischio mercato e dell’assorbimento di capitale nel private banking (CRM). La risk density (RWA/attivo di bilancio) di Gruppo è scesa dal 73% al 59% (oltre il target del 64%).

Tutte le divisioni segnano un significativo miglioramento del posizionamento e della redditività.
 

Wealth Management: in significativo aumento la scala (AUM: 3YCAGR +31%, ricavi: 3Y CAGR +18%, GOP: 3YCAGR +27%), la percezione del brand e la distribuzione (franchise pressoché triplicato a 900 professionisti) – ROAC dal 9% al 16% 
Consumer Banking: risultati record (ricavi oltre €1mld con 3YCAGR +6%, GOP a €0,5mld, 3YCAGR +27%) raggiunti con l’approccio orientato al valore ed il potenziamento della rete diretta – ROAC dal 17% al 30%
CIB: migliorato il coverage della clientela (nuova organizzazione e responsabilità, maggior focus su MidCaps con la doppia copertura IB-PB), il mix di prodotto (con l’accresciuta contribuzione dei prodotti a minor assorbimento di capitale) e la distribuzione geografica (Francia, ora terzo mercato core che si affianca ad Italia e Spagna); mantenuta l’eccellenza degli attivi, ridotto l’assorbimento di capitale – ROAC dal 10% al 15%
Principal Investing: portafoglio stabile,  ROAC al 15%.
Holding Functions: indicatori di liquidità e provvista mantenuti a livello confortevole; incidenza dei costi centrali progressivamente ridotta frutto dell’avvenuta centralizzazione/ottimizzazione delle funzione di Gruppo.

Ultima revisione: 31/07/2019